Chirurgia specializzata dei tumori che crescono all'interno del midollo spinale, con monitoraggio neurofisiologico per la massima tutela delle funzioni neurologiche.
I tumori intramidollari sono neoplasie rare che crescono all'interno del midollo spinale — la struttura nervosa che scorre all'interno della colonna vertebrale e che mette in comunicazione il cervello con il resto del corpo. Poiché il midollo spinale è sottile come un dito mignolo e contiene fibre nervose estremamente dense e delicate, questi tumori rappresentano una delle sfide più impegnative della neurochirurgia moderna.
Questi tumori possono manifestarsi con sintomi graduali: dolore al collo o alla schiena, formicolii o intorpidimento alle mani e ai piedi, debolezza muscolare progressiva, o difficoltà a camminare. Poiché i sintomi si sviluppano lentamente, a volte passano mesi prima che venga fatta la diagnosi corretta.
I tumori intramidollari più comuni negli adulti. Crescono dal canale centrale del midollo e spesso presentano un piano di separazione dal tessuto sano, rendendo possibile una rimozione completa con buone probabilità di guarigione.
Tumori che tendono a infiltrare il tessuto midollare circostante, rendendo più difficile una separazione netta. L'obiettivo chirurgico è la massima rimozione sicura, spesso seguita da monitoraggio nel tempo.
Tumori benigni riccamente vascolarizzati, spesso associati alla malattia di von Hippel-Lindau. Il Prof. Feletti ha una particolare esperienza in questa patologia, con pubblicazioni scientifiche specifiche sull'argomento.
Tumori che colpiscono la porzione terminale del midollo spinale, nella regione lombare. Possono causare disturbi del controllo della vescica, dell'intestino e della funzione sessuale, oltre a dolore e debolezza alle gambe.
L'elemento distintivo della chirurgia dei tumori intramidollari è il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio (IONM). Si tratta di un sistema che, durante tutto l'intervento, registra continuamente i segnali elettrici che viaggiano nel midollo spinale e nei nervi. Questo permette al chirurgo di sapere in tempo reale se una manovra chirurgica rischia di danneggiare una fibra nervosa importante.
In pratica, il neurofisiologo in sala operatoria invia piccoli impulsi elettrici al cervello del paziente e registra la risposta a livello dei muscoli delle braccia e delle gambe. Se i segnali rimangono stabili, il chirurgo sa di poter procedere in sicurezza. Se i segnali cambiano, è il momento di fermarsi e rivalutare la strategia. Questa tecnica ha ridotto significativamente il rischio di deficit neurologici post-operatori.
È fondamentale consultare un neurochirurgo specializzato quando la risonanza magnetica mostra una lesione nel midollo spinale, o quando compaiono sintomi come formicolii progressivi, debolezza, difficoltà nel camminare o disturbi del controllo vescicale. Data la rarità e la complessità di questi interventi, è importante rivolgersi a un centro con esperienza specifica nella chirurgia intramidollare.
Il Prof. Feletti è disponibile per una valutazione neurochirurgica approfondita e personalizzata.
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