Chirurgia di exeresi dei tumori cerebrali primitivi e secondari, con approcci mininvasivi e tecniche avanzate di mappaggio cerebrale.
Un tumore cerebrale è una massa di cellule anomale che cresce all'interno del cranio. I tumori possono essere primitivi — cioè originati direttamente nel tessuto cerebrale — oppure secondari (metastasi), quando cellule tumorali provenienti da un tumore in un'altra parte del corpo raggiungono il cervello attraverso il sangue.
I tumori cerebrali possono essere benigni o maligni, e variano enormemente per aggressività, velocità di crescita e risposta ai trattamenti. I sintomi dipendono dalla posizione e dalle dimensioni del tumore: possono includere mal di testa persistente, disturbi della vista, difficoltà nel parlare, debolezza a un lato del corpo o crisi epilettiche.
Tumori che originano dalle cellule gliali del cervello. Includono astrocitomi, oligodendrogliomi e glioblastomi. Il trattamento chirurgico punta a rimuovere il più possibile del tumore preservando le funzioni cerebrali.
Tumori generalmente benigni che crescono dalle meningi, le membrane che avvolgono il cervello. Crescono lentamente ma possono comprimere il tessuto cerebrale circostante, rendendo necessaria la rimozione chirurgica.
Tumori secondari che si sviluppano nel cervello a partire da tumori in altre sedi (polmone, mammella, melanoma). La chirurgia è indicata quando le metastasi sono limitate in numero e accessibili chirurgicamente.
Tumori benigni dell'ipofisi, la ghiandola alla base del cranio che regola molti ormoni. Possono causare disturbi ormonali e della vista. L'intervento avviene spesso attraverso il naso (via trans-sfenoidale), senza cicatrici visibili.
L'obiettivo della chirurgia dei tumori cerebrali è la massima rimozione possibile della massa tumorale, proteggendo al contempo le aree del cervello che controllano funzioni essenziali come il linguaggio, il movimento e la vista. Il Prof. Feletti utilizza tecniche avanzate per raggiungere questo equilibrio.
Il mappaggio cerebrale intraoperatorio è una delle tecniche chiave: durante l'intervento, si stimolano elettricamente le aree del cervello per identificare con precisione le zone funzionali, creando una "mappa" in tempo reale che guida il chirurgo. In alcuni casi, il paziente viene risvegliato durante l'operazione (awake surgery) per monitorare direttamente funzioni come il linguaggio.
L'intervento si avvale inoltre della neuronavigazione — un sistema GPS cerebrale che sovrappone le immagini della risonanza magnetica pre-operatoria alla realtà chirurgica — e della fluorescenza con acido 5-aminolevulinico (5-ALA), che fa "illuminare" le cellule tumorali sotto una luce speciale, aiutando a distinguerle dal tessuto sano.
Una valutazione neurochirurgica è indicata dopo la scoperta di una lesione cerebrale alla risonanza magnetica o alla TAC, se si manifestano sintomi neurologici progressivi, oppure su indicazione dell'oncologo o del neurologo curante. Il Prof. Feletti valuta ogni caso in modo individuale, discutendo con il paziente tutte le opzioni terapeutiche disponibili — dalla chirurgia alla sorveglianza attiva — per definire insieme il percorso più appropriato.
Il Prof. Feletti è disponibile per una valutazione neurochirurgica approfondita e personalizzata.
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