Tecniche endoscopiche mininvasive per il trattamento dell'idrocefalo, delle cisti aracnoidee e dei tumori ventricolari, con incisioni ridotte e tempi di recupero più brevi.
La neuroendoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che permette di operare all'interno del cervello utilizzando un endoscopio — un sottile strumento dotato di una telecamera ad alta definizione e di una luce, del diametro di pochi millimetri. Attraverso un piccolo foro nel cranio, il chirurgo può visualizzare le cavità interne del cervello (i ventricoli) e intervenire con strumenti miniaturizzati.
Rispetto alla chirurgia tradizionale, la neuroendoscopia offre diversi vantaggi: incisioni più piccole, minor trauma al tessuto cerebrale, ridotto rischio di complicanze, degenza ospedaliera più breve e recupero più rapido. È particolarmente indicata per patologie che coinvolgono i ventricoli cerebrali e la circolazione del liquido cerebrospinale.
Accumulo eccessivo di liquido cerebrospinale (liquor) nei ventricoli cerebrali, che esercita una pressione dannosa sul cervello. La terzo ventricolostomia endoscopica (ETV) crea una via alternativa per il drenaggio del liquor, spesso evitando l'impianto di uno shunt permanente.
Sacche piene di liquido che si formano tra le membrane che avvolgono il cervello. Quando crescono e causano sintomi come mal di testa, convulsioni o disturbi della vista, possono essere fenestrate (aperte) per via endoscopica, permettendo al liquido di defluire naturalmente.
Tumori che crescono all'interno o in prossimità dei ventricoli cerebrali, come cisti colloidi, tumori del plesso corioideo o piccoli astrocitomi. L'approccio endoscopico permette di raggiungerli e rimuoverli attraverso un piccolo foro, senza dover attraversare tessuto cerebrale sano.
Una condizione dell'anziano caratterizzata da disturbi della marcia, incontinenza urinaria e declino cognitivo, causata da un alterato riassorbimento del liquor. La diagnosi corretta è fondamentale perché, a differenza della demenza, questa condizione è potenzialmente reversibile con il trattamento appropriato.
L'intervento si svolge in anestesia generale. Il chirurgo pratica un piccolo foro nel cranio (di solito di circa 1-2 centimetri) e introduce l'endoscopio fino ai ventricoli cerebrali. La telecamera trasmette le immagini su un monitor ad alta risoluzione, permettendo al chirurgo di visualizzare le strutture interne con grande dettaglio e di operare con strumenti dedicati introdotti attraverso canali operativi dell'endoscopio.
Nel caso dell'idrocefalo ostruttivo, ad esempio, il chirurgo crea un piccolo foro nel pavimento del terzo ventricolo (terzo ventricolostomia) che permette al liquor di fluire liberamente, bypassando l'ostruzione. Questo può eliminare la necessità di impiantare uno shunt — un dispositivo meccanico che richiederebbe manutenzione nel tempo e che può andare incontro a malfunzionamenti.
È importante richiedere una valutazione se vi è stato diagnosticato un idrocefalo, una cisti aracnoidea sintomatica o un tumore ventricolare, oppure se presentate sintomi come mal di testa persistente (soprattutto mattutino), nausea, disturbi della vista, difficoltà nella marcia associate a incontinenza, o un deterioramento cognitivo progressivo. Il Prof. Feletti valuta se l'approccio endoscopico mininvasivo è indicato per il vostro caso specifico.
Il Prof. Feletti è disponibile per una valutazione neurochirurgica approfondita e personalizzata.
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