Interventi per il trattamento del dolore cronico, dell'epilessia refrattaria e dei disturbi del movimento attraverso tecniche di stimolazione cerebrale profonda.
La neurochirurgia funzionale è il ramo della neurochirurgia che tratta le disfunzioni del sistema nervoso — non rimuovendo una massa o una lesione, ma modulando l'attività dei circuiti nervosi. L'idea di fondo è che alcune condizioni neurologiche (come il tremore, il dolore cronico o l'epilessia) sono causate da segnali elettrici "difettosi" in specifiche aree del cervello, e che questi segnali possono essere corretti chirurgicamente.
Lo strumento principale della neurochirurgia funzionale moderna è la stimolazione cerebrale profonda (DBS, dall'inglese Deep Brain Stimulation): un dispositivo impiantabile — spesso paragonato a un "pacemaker cerebrale" — che invia impulsi elettrici continui a specifici nuclei del cervello per normalizzarne l'attività.
Quando i farmaci non controllano più adeguatamente i sintomi (tremore, rigidità, lentezza dei movimenti) o causano effetti collaterali importanti, la DBS può ridurre significativamente i sintomi motori e migliorare la qualità della vita del paziente.
Il tremore essenziale è il disturbo del movimento più comune e può rendere difficili anche le attività quotidiane come mangiare, scrivere o bere. La DBS del nucleo ventrale intermedio del talamo può ridurre il tremore fino all'80-90%.
Per i pazienti con epilessia che non risponde ai farmaci antiepilettici, la neurochirurgia offre diverse opzioni: dalla resezione chirurgica del focolaio epilettico alla stimolazione del nervo vago (VNS) o della corteccia cerebrale, fino alla termoablazione laser guidata da risonanza magnetica.
Dolore neuropatico intrattabile, nevralgia del trigemino e altre sindromi dolorose croniche che non rispondono ai trattamenti farmacologici possono beneficiare di tecniche di neuromodulazione, come la stimolazione del midollo spinale o la DBS.
L'intervento di DBS prevede due fasi. Nella prima, il chirurgo impianta uno o due sottili elettrodi nel nucleo cerebrale bersaglio, con una precisione millimetrica guidata dalla neuronavigazione e dalla risonanza magnetica. Nella seconda fase, gli elettrodi vengono collegati a un piccolo generatore di impulsi (simile a un pacemaker cardiaco), che viene impiantato sotto la pelle nella regione sotto la clavicola.
Una volta attivato, il dispositivo invia impulsi elettrici continui che modulano l'attività del nucleo cerebrale target. La stimolazione è regolabile e reversibile: i parametri possono essere ottimizzati nel tempo attraverso un programmatore esterno, e l'intero sistema può essere spento o rimosso se necessario. Il paziente non sente la stimolazione e può riprendere una vita normale.
La neurochirurgia funzionale è generalmente indicata quando i trattamenti farmacologici non sono più sufficienti a controllare i sintomi o causano effetti collaterali significativi. La valutazione prevede un lavoro di squadra con neurologi, neurofisiologi e neuropsicologi per stabilire se il paziente è un buon candidato all'intervento e quale tecnica offre le migliori prospettive di miglioramento.
Il Prof. Feletti è disponibile per una valutazione neurochirurgica approfondita e personalizzata.
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